Sono rimasti attoniti, i loro forum quasi deserti: pochi post, nessun commento. E intanto i secondi scorrevano inesorabilmente. Il mondo è cambiato definitivamente da quell’annuncio finale della conferenza Microsoft: FFXII su 360. Un’era è ufficialmente tramontata.

E poco importa se domani annunceranno il remake di Final Fantasy VII, FFXII Vs non si sa cosa e chi più ne ha più ne metta. La notizia di Final Fantasy XIII che uscirà anche su XBOX 360 segna la fine di un’epoca, e ne apre, molto probabilmente, una nuova. Eppure…
Eppure la pluriannunciata Conferenza Microsoft fino a quel momento aveva più annoiato che altro. Pochi annunci, tutta roba già conosciuta: dal fantastico, ma già visto, Gears of War 2 al nuovo Banjo. In mezzo un pistolotto di tre quarti d’ora sui nuovi party-game della Microsoft. L’apertura al mercato casual può essere, infatti, un’astuta mossa commerciale, ma per i videogiocatori più scafati che già mal sopportano il Wii, i è solo una perdita di tempo e denaro.

Dove sono gli annunci dei nuovi giochi? Dov’è Forza 3? E il fantomatico Halo Chronicles? La delusione inizia a serpeggiare tra gli hardcore-gamer. Ma proprio poco prima della fine, prima che l’ultima speranza si spegnesse, ecco accadere l’imponderabile. L’inviato della SquareEnix presenta la line-up per XBOX360: Star Ocean 4, Infinite Undiscovery. Belli, ma “vecchi”. Le luci si stanno spegnendo, la gente sta per lasciare la sala. “Aspetatte, prima di andare c’è un altro annuncio da fare”. Parte un trailer. Grafica mozzafiato. Cosa sarà? Qualcuno bisbiglia “Final Fantasy XIII”. Può essere? Impossibile, figurati. Il trailer diventa sempre più esplificativo…no non è possibile. Sì è confermato, Final Fantasy XIII uscirà anche su XBOX 360.

E’ la fine. I forum di mezzo mondo entrano in tilt. I possessori del 360 ridono e sghignazzano, i possessori di PS3 tacciono. Qualcuno abbozza qualche invettiva verso la Microsoft e l’immorale peso del denaro in questa vicenda. Altri abbozzano buttandola a ridere, ma non è difficile immaginare, dietro il monitor, il loro battere nervoso sulla tastiera. E’ una debacle, è la fine del “Playstation pensiero”. Anni di semimonopolio bruciati in una generazione. E poco importa se in Italia e qualche altro mercato europeo la “Plaistascion” è ancora sinonimo di videogioco. Ormai è chiaro che si tratta soltanto di “Vittorie di Pirro”, degli ultimi baluardi che resistono ad una disfatta inevitabile.

Eppure una volta non era così. Ricordo ancora nel 1995 quando comprai la mia PSX a pochi mesi dal lancio. Per prendere quel gioiello tecnologico diedi in permuta il mio Supernes più una ventina di giochi ad un gruppo di malandrini che gestivano un negozio di videogames. Supernes+2joypad+adattatore+20 giochi originali…200 mila lire. Che ladroni. Però era l’unico modo per potere avere la mia fiammante Playstation. Ricordo ancora l’emozione nel provare i demo inclusi nella confezione: c’era la possibilità di fare un giro di pista a Ridge Racer “Ma è uguale-identico alla sala giochi!”; fare una partita ad un gioco di pattinaggio estremo “fantastico!” e, dulcis in fundo, giocare a Toshinden “Nooo Maròò ma sembra un cartone animato”. Ho passato ore su quello scalcinato demo. Tutto mi sembrava meraviglioso. Tutto ERA meraviglioso. La Playstation rappresentava un salto tecnologico davvero incredibile: giochi su cd; grafica in 3D; una distribuzione capillare e una tipologia di giochi finalmente adulta. La console smetteva di essere il giocattolo per bambini viziati, ma diventava un totem tenologico da tenere sotto il televisore del salotto. Anche gli adulti avrebbero finalmente apprezzato una partita a Formula One o a ISS in alternativa all’ennesimo, squallido, programma televisivo.

La Playstation era LA console. Tutti i giochi più importanti, sia nipponici che occidentali uscivano per lei. La SEGA, con il suo Saturn, aveva retto un paio di anni e poi era scomparsa miserabilmente per rifuggiarsi nel mercato del retrogaming. L’unico a reggere era il Nintendo 64 che, grazie alla sua grafica superiore, e ai suoi giochi first e second party, continuava a mantenere un affezionato stuolo di “nerdissimi” appassionati. Ma i giochi tosti, quelli “cool”, quelli che facevano parlare i Mass Media, uscivano solo per PSX: Tomb Raider, Resindent Evil, Final Fantasy, Metal Gear Solid erano le bandiere della rivoluzione videoludica iniziata da SONY.

Dopo 13 anni da quell’incredibile periodo, possiamo dire che l’epopea SONY se non al capolinea, è ad un punto critico. In 2 generazioni la SONY ha, infatti, perso le esclusive di quasi la totalità dei titoli. L’unico a resistere stoicamente è Metal Gear Solid, ma già qualche maligno consiglia di non scommettere sulla vicenda.

Tutto colpa della maledetta Playstation 3, la console definitiva. L’avevano annunciata come qualcosa di totalmente innovativo, l’unica a vantare il fantascientifico processore CELL, nonchè il magnifico lettore Blue-Ray, il futuro dell’Home Entertaiment. Un futuro mai stato così passato: mentre i film in Blue-Ray rimangono invenduti negli scaffali del Blockbuster, la Playstation 3 continua a mancare tutte le sue promesse. Dal punto di vista grafico fino ad ora è stata puntualmente umiliata dall'”obsoleto” XBOX 360, che spesso ha vantato le versioni migliori dei giochi multipiattaforma. Le tanto strombazzate esclusive, poi, sono risultate un’accozzaglia di giochini mediocri (vedi Lair e Heavenly Sword) e quando è arrivato qualcosa di davvero buono (vedi Uncharted), le vendite hanno sfiorato il ridicolo.

Eh sì, le vendite. Il punto di forza della SONY (tanto da avere creato negli anni uno stuolo di nuovi fanboy attentissimi alle chart settimanali “Sarà pure bello Mario 64, ma noi vendiamo il triplo lo stesso ahah”), è crollato miserevolmente con questa generazione. Scarse le vendite hardware. Patetiche quelle del software.

E i fanaticissimi fan della Playstation? Quelli che avevano creato dei veri e propri clan su internet? Qualcuno, i più intelligenti, hanno compreso perfettamente il trend, e, rifiutandosi di mandare il proprio cervello al macero, hanno cambiato idea ben prima di sborsare 600 euro. Altri, i meno svegli, o, se volete, i più fanatici, hanno adoperato la collaudata tecnica dello struzzo: hanno espulso man a mano gli elementi delle comunità che la pensavano in maniera differente, continuando a cantarsela e a suonarsela in attesa della promessa riscossa.

E’ facile pensare che la realtà sia quella e soltanto quella, se la si impermeabilizza a qualsiasi influenza sgradita. “Massì ma che volete che faccia la Maicrosozz”; “Ma fanno ridere i polli”; “I giochi migliori usciranno per PS3”; “Date tempo al tempo” etc. etc. Banalità su banalità senza possibilità di smentita.

Per darvi una idea, negli ultimi tempi le regole base dei fanboy sony sono state essenzialmente queste

  1. La Playstation 3 è la console migliore e lo dimostrerà quando i giochi seri inizieranno ad uscire.
  2. I giochi seri non sono quelle porcherie multiplatform come GTAIV, ma capolavori veri come Metal Gear Solid 4 e Final Fantasy XIII.
  3. I giochi annunciati per 360 sono deludenti, se uscissero per PS3 sarebbero sicuramente migliori.
  4. Quando lo stesso gioco esce su PS3 ma non risulta migliore della controparte per 360, è colpa di quegli schifosi programmatori che non sanno programmare.
  5. Chi se ne frega della robetta che fanno uscire per 360, la roba seria uscirà SOLO su PS3.

Ed è proprio quest’ultimo punto che è stato definitivamente distrutto dall’annuncio di oggi. L’illusione che in fondo il massimo per PS3 non fosse riproducibile su quella carretta di XBOX360, era davvero radicata nei fanboy SONY. E “Final Fantasy XIII” era un titolo che nelle comunità “sonare” era giudicato improponibile per la console Microsoft. Troppo bello graficamente, troppo grande “Figurati e quanti dvd sarebbero necessari hihi?”; le risate ironiche e gli sfottò fino a qualche ora fa si sarebbero sprecati. Ed ora…il silenzio. Il silenzio dell’imbarazzo. Il silenzio della vergogna. Il silenzio del fanatismo.

Manfredi – Dick Dastardly – Miconi