In questo periodo di magra per le notizie, sto approfittando della situazione per recensire alcuni giochi non proprio nuovissimi, ma che vale la pena recuperare. Dopo il già visizezionato Crackdown è oggi il turno di uno degli fps più ingiustamente sottovalutati di questa generazione:  “The Darkness“. Sviluppato dagli Starbreeze Studios (The Chronicle of Riddick) per i 2K Games, il gioco è un fps basato sul personaggio dei comics creato da Garth Ennis, Mark Silvestri e David Whol e pubblicato negli USA da Top Cow Productions (gli stessi di Witchblade).

La Storia

Jackie Estacado (un capellone che nel gioco parla come se fosse imbottito di strane sostanze),  è un killer della famiglia mafiosa “newyorkese” dei Franchetti. Un giovane, le cui sole passioni sono il sesso e la violenza, al compimento dei 21 anni di età ha in dono un potere oscuro che appartiene da generazioni alla sua famiglia. Il Potere della Tenebra gli consente di trasformarsi di notte o in assenza di luce in Darkness, un essere dotato di poteri sovrannaturali che gli permettono di controllare le ombre a suo piacimento e generare mostriciattoli assassini chiamati darkling. Tra fumetto e videogame ci sono, ovviamente, delle divergenze, sia a livello stilistico che, soprattutto a livello di trama. Per dirvene una, mentre nella versione cartacea a cambiare il destino del nostro Jackie sarà nientemeno che un certo Cavaliere Oscuro con orecchie e mantello da pipistrello (sìsì è lui, Batman),  nella versione poligonale dell’avventura di tutto ciò non v’è, purtroppo, traccia. La storia, per quanto rimaneggiata, continua, però, ad avere un ruolo preminente nell’fps dei 2K, inchiodando, con i suoi colpi di scena ed i momenti toccanti, il videogiocatore al joypad. Menzione particolare per il bellissimo ed agrodolce finale.

Il Gioco

Ma The Darkness non è soltanto “trama” avendo, come già accennato, gli  sviluppatori pensato che il genere dell’fps (sparatutto in prima persona), fosse  quello più adatto, per struttura e popolarità, per trasporre l’intrigante storia del fumetto in un videogioco di successo. Sono riusciti nell’intento? Per il sottoscritto assolutamente sì. The Darkness non solo vanta una trama coinvolgente ed originale, ma anche un gameplay  molto divertente e dottimamente bilanciato nell’uso dei poteri sovrannaturali della Tenebra. In effetti, bisogna ammetterlo, non era facile: finchè c’è solo da sparare, quasi tutti sono buoni a confezionare un fps semidecente, ma qui c’era anche la preminente componente “magica” dei poteri, elemento, questo, che avrebbe fatto sudare freddo qualsiasi programmatore. Bene. Prsso gli Starbreeze Studios non sono stati con le mani in mano, confezionando un sistema di comandi realmente funzionale. Il giocatore, dopo il fisiologico iniziale sbandamento, si troverà, dopo poche ore di gioco, a gestire svariati poteri sovrannaturali, insieme alle classiche pistole e mitragliatrici, con la massima naturalità e padronanza. Il tutto funziona così bene che è quasi inevitabile, durante alcuni passaggi del gioco, che un’inquietante sensazione di “onnipotenza” si impadronisca del videogiocatore. Vi troverete presto a gridare nella vostra stanza o in salotto: “Con questi diabolici poteri, nessuno mi potrà fermare!” (segue risata diabolica d’ordinanza).

La realizzazione tecnica

Quest’ottimo titolo non è, però, esente da difetti. Anche considerando la data di uscita (Giugno 2007),  il gioco non regge gli standard grafici delle migliori produzioni del periodo. Nonostante, infatti, la presenza di evidenti elementi “nextgen” come la raffinata illuminazione dinamica, gli effetti di fumo delle pistole e l’efficace resa dei “Tentacoli della Tenebra”, le animazioni e i poligoni dei personaggi principali sono anni luce indietro rispetto a giochi come Halo 3, Gears of War o lo stesso Bioshock (pubblicato sempre dai 2K). Buono il sonoro. Il gioco è parlato in lingua inglese e sottotitolato in italiano.

Un’altra cosa che non mi è andata a genio è stata la resa poligonale di New York. Il lato gotico della tentacolare ed immensa Grande Mela, vera protagonista dei fumetti originali, è in The Darkness: The videogame, praticamente assente. Il traffico,  le strade caotiche, le immense torri d’acciaio e di luci, niente di tutto ciò appare nel gioco, se non una serie di  anonimi quartieri  semideserti che sanno tanto di  squallida periferia di piccolo centro. Idem con patate per la realizzazione della metropolitana, una delle idee più riuscite e nello stesso tempo meno sviluppate del gioco: sì,è possibile visitare le varie stazioni, interagire con telefoni e chioschi di informazione, ma il è tutto maledettamente limitato, tutto piccolo, tutto “standardizzato”, come se si trattasse di un pretenzioso film a basso budget. Cavolo, parliamo di New York, mica di Desio (con tutto il rispetto per la bella cittadina lombarda)!🙂

A conclusione di questa recensione, non mi resta che consigliare The Darkness a tutti gli amanti dei videogiochi di buona fattura. E’ un ottimo titolo che vi divertirà, entusiasmerà, e, molto probabilmente, toccherà il vostro cuore. Alla fine dell’Oscurità più impenetrabile vi è sempre la Luce.

  • Grafica 7-
  • Storia 9
  • Design 8
  • Suono 8
  • Longevità 8
  • Totale (non è una media): 9

P.S. Si è parlato spesso di un seguito di The Darkness: dato per certo nel 2008, pare che il gioco sia stato messo in naftalina in attesa di tempi migliori. Gli stessi sviluppatori, nonostante siano attualmente in altre faccende affaccendati, però, non escludono la possibilità del rilancio del franchise.

P.P.S. Piccola curiosità: nel 2007 il gioco divenne l’emblema della  controversa incapacità dalla PS3 di avere versioni dei titoli multiplatform della medesima qualità rispetto alle controparti per XBOX360. La versione per la console di Redmond, infatti, vantava/vanta texture, effetti speciali ed un frame-rate ottimizzati rispetto a quella Playstation.