Girando per la rete in questi giorni sono sicuro che vi sarà capitato di imbattervi in qualche forum o sito (o pseudotale) dei quali l’argomento del giorno fosse “La morte di Halo”.  “Oh poverino! Che gli sarà successo?” Questa dovrebbe essere  la frase dei “profani”, dei vituperatissimi “casual gamers”, quelli, tanto per dire, che pensano che Halo sia il nome del protagonista del gioco più famoso della Microsoft. Insomma, sto parlando dei giocatori medi italioti: coloro che chiamavano ogni sistema di gioco “pleistescion”, hanno a casa 233 versioni di PES e Fifa ed ora giocano al “Milionario” sul Wii.  Ignorantoni! Quello non si chiama “Halo”, si chiama Master Chief, ed è uno dei personaggi “più straordinari” che l’industria dei videogames abbia creato negli ultimi anni.

Prima di spiegarvi il perchè oggi Master Chief e l’universo nel quale agisce, non siano solo un franchise videoludico di enorme successo, bensì delle vere e proprie icone culturali al pari di Superman, L’Uomo Ragno e Luke Skywalker (tanto per fare 3 nomi), ritorniamo all’argomento accennato prima: La morte di Halo. Perchè mai Halo sarebbe morto? Qualcuno ha rilevato i suoi diritti in una battaglia legale? Non proprio.  Forse perchè Microsoft ha deciso di buttarsi sui party game e abbandonare del tutto gli fps? Fantapolitica di un certo valore, ma anche qui…acqua. L’affermazione “Halo è morto” è solo il tentativo di un gruppo di possessori di PS3, di autoconvincersi che il loro incubo più grande sia stato spazzato dal primo fps decente uscito per la loro console. Per i suddetti genialoidi Halo sarebbe morto, solo ed esclusivamente perchè Killzone 2 ha una grafica migliore di “Halo 3“. Come intuibile il procedimento logico non è dei più limpidi (ma visto i soggetti che lo hanno partorito, non c’è invero da stupirsene).

Risulta, però, chiaro che questo Halo deve davvero aver fatto male ad una certa tifoseria videoludica. Andiamo ad analizzare il perchè del successo di questo straordinario franchise.

Esordiamo col dire, a scanso di equivoci, che nulla di quanto creato dai Bungie è realmente originale. Tranquilli, Halo è in ottima compagnia. Tutto il cinema, così come anche la letteratura o il genere fumettistico, vive, si sviluppa e produce, grazie ad un enorme processo di “osmosi” tra generi, racconti ed idee diverse. Tutto, in realtà, è stato già scritto (dai racconti epici delle varie mitologie ai racconti avventurosi dell’ ‘800), tutto, in realtà, è stato già inventato, si può soltanto rielaborare ed arricchire il materiale già esistente in maniera più o meno originale. In quest’ottica, il genere videoludico è,  ahimè, abbastanza “sgamabile”: spesso e volentieri i videogames più osannati hanno trame e ambientazioni passabili di accusa per plagio. Da Resident Evil che si ispira chiaramente alla saga degli Zombie di Romero, a Metal Gear Solid, che un giorno fa l’occhiolino  a Rambo 2, un altro a Terminator…per poi arrivare a Tomb Raider, squallida imitazione al femminile di Indiana Jones. Ed Halo? Beh Halo non è per niente squallido, anzi, racchiude in sè forse il meglio della letteratura fantascientifica occidentale ed orientale degli ultimi decenni. Ma quali sono, nello specifico, i riferimenti “culturali” principali che sono stati alla base della creazione di questa epica saga?

C’è sicuramente Star Wars, la saga fantascientifica per antonomasia, con la sua visione manicheistica, ma soprattutto con i suoi fantastici scenari: le foreste, i mondi ghiacciati, i deserti piendi di dune. E poi? Non c’è neanche da chiederlo: c’è Star Trek, con la visione dell’Universo come palcoscenico dove si consuma il difficile tentativo di convivenza tra diverse razze e culture aliene. E poi anche, importantissimi, i romanzi di Robert “Fanteria dello Spazio” A. Heinlein, come lo sono stati i comics made in U.S.A con la figura di Captain America,  sulla quale è stata chiaramente ricalcata quella di Master Chief.

Captain America: il prototipo ideale di Master Chief

Parlare per Halo solo di Occidente sarebbe, però, un errore abbastanza pacchiano: i geniacci della Bungie sapevano benissimo che la “manga generation” avrebbe preteso, consapevolmente o meno, la propria parte. E così, il buon Master Chief è sì un supersoldato alla “Captain America“, ma è anche ricoperto da una straordinaria armatura che lo rende una sorta di uomo-robot, un  uomo-mech…un uomo-Gundam. Non sono pochi, infatti, le analogie visive tra Halo e la star-opera più famosa dell’animazione nipponica. Così come l’RX78 era infatti il primo Mobile Suit della Federazione Terrestre e, l’unico in grado di tenere testa alla tecnologia nemica, il buon “Capo Mastro”, non primo, ma ultimo, è l’unica speranza per i terrestri. E vogliamo parlare dei Marines ODST che ricordano tantissimo nel design i MS RX-79 GM, avendo, poi, praticamente lo stesso ruolo? Non sono certo delle coincidenze casuali, così come non lo sono i punti di contatto con l’altra famosissima “space opera” made in Japan: Macross. Da una parte (Halo) abbiamo i “Precursori“, dall’altra (Macross) abbiamo la “Protocultura“…ed in entrambe le storie i nemici iniziali si alleano con gli umani per far fronte comune contro la vera minaccia.

..mmmh lho già visto da qualche parte, ma dove?

..mmmh l'RX79 GM, mi ricorda qualcosa, ma cosa?

Possiamo, quindi, candidamente affermare che Halo è un riuscitissimo mix di diversi generi, idee, storie…ma realizzato in maniera sublime. E’ come una ricetta: gli ingradienti sono sempre gli stessi, ma è maestria dello chef saperli dosare per creare qualcosa di sopraffino. Proprio per questo Halo è letteralmente un franchise straordinario per tutto ciò che rappresenta e per la cura con cui è stato realizzato, dalle musiche al chara design.

Alcuni dati

Numero di milioni di copie vendute di Halo in U.S.A. (fonte MagicBox.com)

Halo Combat Evolved: 4.91m

Halo 2: 6.67m

Halo 3: 4.54m

Mobile Suit RX79 GM o ODST?

Ecco svelato l'arcano! Mobile Suit RX79 GM o ODST? Che importa, un bel design è sempre un bel design.

Considerato che Halo 3 è ancora in vendita e che è settimanalmente presente nella Top40 UK, direi che il successo, oltre che impressionante, pare decisamente inossidabile.

La Storia

Per i neofiti, vi presento quello che la stessa Microsoft raccontava di Halo prima dell’uscita di “Halo 3”, il capitolo “finale” (ahah bella questa!) della serie. Per scoprire come è andata a finire, vi basterà comprare lo splendido FPS per 360 e giocare la campagna in single player.

È l’anno 2552. L’Umanità è stata a lungo in Guerra con la terribile civiltà aliena di nome Covenant. Questo mostruoso conglomerato di specie guerriere considera l’Umanità una forma di eresia rispetto alla propria religione – basata sulla credenza che un Grande Viaggio attende i propri fedeli e che questo Viaggio possa essere intrapreso azionando una serie di grandi manufatti a forma di anello sparsi per la Galassia.

Questi grandi anelli si chiamano Halo e sono stati abbandonati da molto tempo dai loro misteriosi e scomparsi creatori, i Precursori.

La guerra coi Covenant ha ridotto l’umanità a uno straccio. La rete di pianeti prima in espansione, ora è quasi totalmente distrutta. Le popolazioni umane sono state decimate e i numerosi pianeti ridotti a roccia senza vita.

Questo conflitto, così terribile e distruttivo, è stato complicato e aggravato dal precipitare di una serie di eventi. Uno di questi mondi artificali è stato scoperto e successivamente distrutto dalle forze umane, guidate dallo Spartan 117 – Master Chief – l’ultimo membro del leggendario programma militare Spartan e ultima speranza dell’umanità.

Il conflitto in una seconda installazione di Halo è diventato poi una conflagrazione estesa a tutta la galassia; questo è stato causa di una guerra civile tra i Covenant, e i profeti, che avevano ingannato deliberatamente il loro popolo per millenni.

In realtà, questi “Halo” non avrebbero portato i Covenant al Grande Viaggio, ma piuttosto cancellato ogni forma di vita sensibile nella Galassia – creati dai Precursori come estrema risorsa contro la più terrificante minaccia che la Galassia abbia mai conosciuto – una minaccia che i Covenant delusi hanno risvegliato per la seconda volta in centomila anni. Quest’orrore strisciante sommergerà la Galassia … se non si troverà un modo per fermarlo una volta per tutte. Quest’orrore sono i Flood, dei parassiti sentibili che distruggono tutto ciò che si avvicina loro, rendendo le proprie vittime dei mostruosi fantocci. I Flood non si fermeranno fino a quando anche l’ultima creatura pensante sarà stata annientata nel proprio piano di distruzione.

Il secondo Halo è stato attivato, mettendo tutte le altre installazioni in un pericoloso stato di standby d’emergenza. I Covenant hanno scoperto la posizione a lungo nascosta della Terra e soffocato quasi tutta la resistenza umana, cercando indizi vitali che portino alla natura dell’Halo – alcuni dei quali possono essere stati nascosti sotto i nostri piedi per innumerevoli millenni.

Anche coi nostri nuovi alleati, gli Elite, e la guida del loro valoroso ed onorevole leader, l’Arbiter, la razza umana è ancora disperatamente in inferiorità numerica, e forze più grandi dei Covenant, sono scese in campo con cattive intenzioni.


L’Innovazione

Fino ad ora abbiamo parlato dello splendido lavoro che c’è stato e c’è dietro questo franchise miliardario, i disegni preparatori, la trama etc. etc. , ma senza la sua incredibile giocabilità, la serie di Halo non sarebbe andata troppo lontano. Quando venne lanciato, nell’ormai lontano 2001, nessuno, dicasi nessuno, avrebbe scommesso un centesimo sul successo del genere dei “First Person Shooter” su console. “Macchè, gli FPS si giocano con tastiera e mouse!”; “Ma figurati se su console hanno successo questi giochi per PC”; “Ahahah roba per Pcisti, sarà un megaflop!”. Risultò, quindi, normale che tutti, dicasi tutti, rimanessero a bocca aperta per l’incredibile successo di vendite del gioco. Successo strameritato. Con una trama giovane, una cura certosina per i dettagli ed una giocabilità fuori parametro, Halo: Combat Evolved settava, infatti, davvero nuovi standard per il genere, sia su console, sia, incredibilmente, su PC: per la prima volta il gameplay di FPS non consisteva più nel semplice avanzare lungo corridoi più o meno definiti (come il sopravvalutato Killzone2), ma ogni livello risultava una vasta arena di combattimento da affrontare ogni volta con tattiche ed armi differenti. Inoltre, venne ancor più sviluppato l’utilizzo dei veicoli (jeep, carri armti o velivoli vari), intesi non più come blanda e secondaria variante al gameplay principale (in puro stile gioco multievento), ma come parte essenziale della giocabilità, sia nel single player che nel curatissimo  multiplayer.

Nuovi Generi

Halo, però, al contrario dei suoi sedicenti concorrenti, non è solo uno sparatutto in prima persona, è molto più.  Come gli appassionati di videogiochi avranno saputo già da tempo, Bungie, gli sviuppatori che idearono il franchise, hanno deciso di ritornare indipendenti, recidendo coì, in maniera consensuale, il legame che li aveva trasformati in un team interno della Microsoft Games. L’arrivederci di Bungie non ha certo significato, però, l’abbandono di Master Chief&Co. da parte di MS. Prima di tutto, infatti, Halo era e rimane fermamente un IP della casa di Redmond. In secondo luogo, i progetti che coinvolgeranno questo fanstastico brand sono già molti, e diverranno ancora di più in futuro, come recentemente affermato da Jason Pace (capo dell'”Halo Team” dei MS Studios) in una intervista a videogamer.com.

Andiamo nello specifico e vediamo quali sono i progetti in cantiere:

  • Halo Wars: lo strategico in tempo reale degli Esemble Studios (recentemente dismessi a seguito di una ristrutturazione). Il gioco, che già vanta ottime recensioni a suo favore, narra le battaglie tra i Covenant e l’UNSC vent’anni prima gli eventi dell’esordio di Master Chief.
  • Halo 3: ODST: l’ultima parola di Bungie sulla propria amatissima creatura. Sviluppato da un manipolo di programmatori (che si vocifera sia in procinto di passare all'”Halo Team” di Microsoft), Halo 3: ODST è ancora avvolto nel mistero. Nonostante si sappia che utilizzerà lo stesso engine di Halo 3, è già noto che ambientazioni, atmosfere e gameplay saranno differenti, probabilmente più dark e realistiche. Si parla di una longevità di appena 5 ore, ma, vista la coltre di nebbia che copre il tutto e il fatto che si parla già da tempo di modalità free-roaming, è ancora presto per rimanere delusi. Probabilmente sarà un altro capolavoro nel genere.
  • Halo Chronicles: qua il mistero si infittisce. Annunciato in pompa magna nel 2006 come rivisitazione (film interattivo? Action Game in terza persona?) del mondo di Halo dal punto di vista del grande regista Peter Jackson, è poi scomparso nel nulla, riapparendo di quando in quando in qualche dichiarazione di qualche pr Microsoft. Cannato non cannato? Reale, non reale? Ancora è presto per dirlo, anche se pare che il prossimo E3 dovrebbe dirci molto sul futuro della serie. Un piccolo consiglio: non date per scontato quello che avete letto in rete o nelle riviste cartacee in merito a questo gioco: molte caratteristiche affibiategli erano in realtà di Halo 3: ODST se non di altri giochi. Non resta, anche qui che aspettare.

Due cose, però son certe: 1) Halo è qui per restare e 2) Vedremo ancora parecchi giochi legati a questo franchise sulle nostre XBOX360. Visto la crisi economica è semplicemente da pazzi prevedere l’uscita di un nuovo hardware prima di 2-3 anni.

Halo quindi è morto?

Per cortesia…a parte che a sostenere queste cose sono perlopiù siti gestiti da fanatici SONY della peggior risma, spesso anche incapaci di scrivere un articolo in italiano corretto. Ma c’è davvero bisogno di prendere in considerazione questi deliri “fanboystici”? Halo è un franchise così limpido nella sua grandezza, da non temere la concorrenza di scialbi FPS. Certo, si può sempre migliorare: è stato ampiamente dimostrato che lo splendido Halo 3 non ha utilizzato al meglio l’hardware del 360,  così come le cutscene di Halo Wars stanno dimostrando che un look più realistico e meno “cartoonesco” è auspicabile per le prossime uscite. Una sola cosa è certa: Master Chief tornerà molto presto. E noi saremo qui ad attenderlo.

8 Risposte to “Halo: Lo Speciale”

  1. simone Says:

    Grandissimo articolo! Halo è semplicemente inarrivabile, ottima campagna in singolo e multi fino a 4 oltre che un multiplayer con mappe da sogno, uno che puo volere di piu?😉

  2. gamingsoon Says:

    Nulla se non una maggiore varietà di animazioni e uno scenario urbano degno di questo nome. Ho grandi aspettative per ODST. Grazie per il commento🙂

  3. samx Says:

    Bella recensione , quando parli solo di Halo e si vede la tua grande passione per questo gioco che ti ha preso molto , però secondo me l’hai rovinata facendo site war , che è quello che (sopratutto per chi sà) si legge all’inizio e nel 30% dell’articolo.Hai fatto bene a esporre il tuo punto di vista sull’argomento “Halo è morto?” , ma l’hai esposto quasi + come vendetta o voglia di rivalsa che come passione(parte molto bella da leggere anche per chi come me non è appassionato ad Halo) , l’unico mio consiglio è di lasciar perdere i confronti con gli altri e scrivere SOLO sulla tua grande Passione , che li ammetto sei molto bravo😉

  4. gamingsoon Says:

    Grazie per i complimenti ed accetto le critiche🙂

  5. REVANGEL Says:

    Ottimo articolo!
    Come sempre iperdettagliato e ricco di rimandi.

    Complimenti!
    ;o)

  6. gamingsoon Says:

    Grazie Revangel, lei sa benissimo che il suo giudizio è tenuto in gran conto dal sottoscritto! =)

  7. Trakka Says:

    Devo essere sincero,a me,fino ad’oggi i giochi in prima persona nn piacevano affatto a causa della “scarsa” visibilità alle spalle…ma con halo3 ho dovuto ricredermi…armi incredibili e mezzi coreacei…per nn parlare dei covenant e dei flood…per me si merita un bel 9 tondo tondo…e chiudo così…

  8. Barabba Says:

    Io, invece, aborro i giochi in terza persona: le uniche tacche sulla mia pistola corrispondono a Tomb Raider 1, Mafia e World of Warcraft.

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